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I festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine iniziano il primo sabato del mese di luglio con la discesa della statua dalla "nicchia" posta sull'altare maggiore del Santuario del Carmine. E' un rituale, questo, che si ripete da anni e sempre con lo stesso fervore e la stessa devozione, fin dalla preparazione del marchingegno, che vede impegnati uomini maturi, che con competenza e alacrità si agitano nell’ ambiente accaldato, sudati e affaticati, ma con l'animo pieno di nobili sentimenti. E' un evento a cui non si può rinunciare: la statua nella sua discesa sembra essere animata e di fronte al suo dolce sorriso, che va incontro ai fedeli, quante invocazioni si elevano! La prima domenica di luglio, poi, la statua viene portata in processione dal Santuario del Carmine alla Chiesa di S. Maria Assunta. In doppia fila i "portatori" della statua seguono in ordine e in religioso silenzio la processione, con lo sguardo sempre vigile, pronti ad intervenire nel caso in cui qualcuno si trovasse in difficoltà! A rendere ancora più suggestivo lo scenario nel quale avanza il corteo vi sono le strade addobbate a festa e i balconi infiorati con grande cura. Le file dei fedeli in trepida attesa e in silenzio si allargano, ma sempre attente a non calpestare i fiori prima del passaggio della statua della Madonna. C’è un’ atmosfera carica di entusiasmo e i canti dei fedeli si diffondono in tutte le direzioni con una intensità che il sole infuocato di luglio non riesce a fiaccare, e la partecipazione è corale: tutti sono coinvolti e allora nei loro cuori trovano posto tanti buoni sentimenti, che spesso, ahimè, sono di breve durata! Prima dell’arrivo in Chiesa Madre, con un rituale che data dal 1995, anno in cui la Madonna del Carmine è stata proclamata Patrona della Città di Riccia, il Sindaco dà un breve saluto di benvenuto alla Madonna in Città. Una volta in Chiesa la statua viene collocata con cura dai “portatori” sull’altare principale, dove troneggia con il suo sguardo dolce e benevolo rivolto ai numerosi fedeli che ad ogni ora del giorno e della sera si recano in Chiesa per pregare e chiedere grazie e benedizioni. Il giorno 7 luglio inizia la novena fatta di preghiere e canti: si svolge sia la mattina presto che il pomeriggio. E’ tradizione che il parroco della Chiesa Madre affidi la cura della novena ad un sacerdote forestiero, sul quale si appuntano le attese dei riccesi, perché questo ha anche il compito di celebrare l’omelia. E siamo così alla processione del 16 luglio! Fin dalle prime ore del mattino il paese si popola e si anima: ad ogni angolo di strada si trovano gruppetti di persone che parlano, si scambiano saluti e si avviano verso la Chiesa Madre. L’aria della festa aleggia in paese, dove ogni attività per un giorno viene interrotta: è la festa che tutti hanno aspettato con immensa gioia per un intero anno, e ad annunciarla, con festosa solennità ci sono i suoni della banda. La processione che si svolge per le strade principali del paese, preceduta dalla sfilata dei cavalli bardati, richiama a Riccia fedeli da ogni regione e dall’estero; è tanto lunga che difficilmente si riesce a vederne l’inizio e la fine da un solo punto. Generalmente il programma dei festeggiamenti prevede più appuntamenti serali, al fine di garantire, per quanto possibile, il divertimento tanto ai ragazzi e ai giovani quanto alle persone più mature. Tale programma può essere realizzato grazie alle numerose persone che nel più stretto anonimato elargiscono offerte veramente sostanziose, senza le quali necessariamente il programma dovrebbe essere ridimensionato.

(dalla relazione di Mons. Salvatore Moffa del 5 luglio 2001)